“Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura…”
Quante volte ho sentito queste parole. Quante volte mi sono immedesimato nel bambino che chiede al nonno se quello che stava succedendo era solo un sogno. Quante volte ho avuto paura, da piccolo, che qualcosa di così brutto potesse capitare a me.
Tutto ciò ha fatto sì che questa canzone diventasse la mia preferita, sia per il ritmo, le parole e soprattutto per i ricordi che sono ad essa legati(vedi about me).
La canzone ha per tema un massacro di pellerossa successo davvero, raccontato attraverso gli occhi di un innocente: un bambino. Con parole di alta poesia viene descritto un episodio emblematico del genocidio dei pellirossa da parte dei coloni europei.
Magistrale è l’idea narrativa, che può essere paragonata a quella del film “La vita è bella” di Benigni : la menzogna inevitabile di un nonno al nipotino, per tranquillizzarlo; l’ingenuità struggente del bambino, che racconta il massacro come se stesse sognando, e questo ”sogno” diventa poesia con versi che sono rimasti nella storia: “… quando l’albero della neve fiorì di stelle rosse…”.
Dovendola analizzare oggi, a molti anni da quando ne ero quasi spaventato le sensazioni sono diverse. Oggi mi emoziono quando sento l’ulitmo verso ”…ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek.”, al pensiero di tutte le persone innocenti che sono morte nell guerre che sono sempre, a mio avviso, ingiuste.
Vi lascio tutto il testo e il video della canzone così potete rifletterci e farmi sapere la vostra su questa canzone stupenda.
TESTO
Si son presi il nostro cuore
sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola
dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale
c’è un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek.
I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì
a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek
Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio nell’altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l’albero della neve
fiorì di stelle rosse
ora i bambini dormono nell letto del Sand Creek
Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c’erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare
la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale
ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek
VIDEO

3 commenti
Feed dei commenti di questo articolo
17 aprile 2009 a 12:26 PM
jane
quanti ricordi, quanti viaggi in macchina segnati da questa canzone…
17 aprile 2009 a 5:55 PM
gedmen
quanto tempo ci voleva per trovarla ogni volta prima di partire
17 aprile 2009 a 8:09 PM
sakura
e quante domande per capire il profondo significato celato dalle parole che solo De Andrè è capace di dire…