
«Manca qualcosa, è tutto bello ma un po’ troppo leggero, manca quello che pensiamo davvero di tutto questo, manca quello che purtroppo ci è accaduto». Questo è il punto di partenza, la riflessione su cui De Andrè basa tutto il testo della canzone “La Domenica delle salme”.
Fabrizio voleva con questo fare un’analisi accurata sulla fine del comunismo, del trionfo del pensiero unico capitalista e del declino della società contemporanea. Egli vuole rappresentare una società che ha negato ogni spazio alle spinte rivoluzionarie, e che ha lasciato un vuoto abissale di idee e di valori, che ancora oggi sono una prerogativa della società.
Molto importante è chiarire quali sono i luoghi di cui parla De Andrè nella sua canzone. I luoghi sono tre: Milano, Trento e Berlino. La prima indentificata dalla nebbia ” bottiglia di orzata dove galleggia Milano”, patria del PSI e di Craxi, la nebbia è il simbolo della corruzione corruzione milanese e della politica italiana, ma anche il simbolo dell’economia, della produzione. Poi Trento, che vide nascere le Brigate Rosse e gli anni del terrorismo che seguiranno poco dopo. Infine Berlino, che è l’ultima ma non la meno importante, anzi è il perno di tutta questa storia con il suo muro che cade e con le cui pietre verrà costruita una nuova, grande Germania (” la piramide di Cheope volle essere ricostruita in quel giorno di festa”).
Il video di questa canzone, realizzato da Gabriele Salvadores, fu l’unico dove apparve Fabrizio ed un’opera molto significativa che riesce a far comprendere appienoil senso critico sotteso al testo, e che sotto cesti aspetti, va a completare i numerosi messaggi proposti.
Cosa dire?… solo:<< buona visione!>>

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