Questo piccolo articolo nasce da una riflessione fatta in questo periodo, appena passato, di Pasqua. Questo articolo
esula un pò dal mio intento, ma poi nemmeno troppo.
Il protagonista di questa riflessione neanche a dirlo è De Andrè, il suo pensiero sulla religione e soprattutto il suo non credere in Dio. Lo saprete tutti che Fabrizio era ateo, forse anche per le sue idee anarchiche, che lo facevano essere libero da tutto e da tutti, anche da Dio. Egli però non ha negato la sua ammirazione per quell’uomo e per le sue vicende studiate nel vecchio testamento. Da questo suo studio sono nate canzoni come ” Il testamento di Tito”, “Smisurata Preghiera” , ” Ave Maria” ecc…
Ci sono delle persone che si professano credenti e si battono anche per questo loro credo, che però non rispettano fino in fondo le regole del buon cristiano(anche nei periodi di ricorrenza più importanti quali la Pasqua). Mentre persone, tra cui anche il Faber, che non credono, che possono rivelarsi più sensibili verso la disciplina cristiana.
Vi lascio il link alla canzone che ha ispirato questa riflessione e aspetto al più presto delle vostre considerazioni.
P.S. Ogni riferimento a persone è puramente casuale. Il mio intento non è quello di giudicare qualcuno, ma soltanto farvi partecipi di una cosa che ho pensato, che è molto frequnte nella religione cristiana.

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