amore1

I matrimoni durano sempre meno o sono portati avanti dalle manzogne.

Ormai sembra che questo rito, una volta sacro, sia diventato una cosa da fare: come andare a scuola fino a diciotto anni o pagare le tasse( in verità questo si dovrebbe fare ma molti fanno finta di niente…).

Qualcuno potrebbe pensare che non esiste più l’amore totale che cantava De Andrè nelle sue canzoni? Quell’amore che non era secondo a niente e che a volte conduceva anche alla morte…

Due esempi significati di canzoni, che hanno come argomento l’amore totale, sono: ” La ballata dell’amore cieco” e ” La ballata di Michè “.

LA BALLATA DELL’AMORE CIECO

Un uomo onesto, un uomo probo,
tralalalalla tralallaleru
s’innamorò perdutamente
d’una che non lo amava niente.

Gli disse portami domani,
tralalalalla tralallaleru
gli disse portami domani
il cuore di tua madre per i miei cani.

Lui dalla madre andò e l’uccise,
tralalalalla tralallaleru
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò.

Non era il cuore, non era il cuore,
tralalalalla tralallaleru
non le bastava quell’orrore,
voleva un’altra prova del suo cieco amore.

Gli disse amor se mi vuoi bene,
tralalalalla tralallaleru
gli disse amor se mi vuoi bene,
tagliati dei polsi le quattro vene.

Le vene ai polsi lui si tagliò,
tralalalalla tralallaleru
e come il sangue ne sgorgò,
correndo come un pazzo da lei tornò.

Gli disse lei ridendo forte,
tralalalalla tralallaleru
gli disse lei ridendo forte,
l’ultima tua prova sarà la morte.

E mentre il sangue lento usciva,
e ormai cambiava il suo colore,
la vanità fredda gioiva,
un uomo s’era ucciso per il suo amore.

Fuori soffiava dolce il vento
tralalalalla tralallaleru
ma lei fu presa da sgomento,
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato,
quando a lei niente era restato,
non il suo amore, non il suo bene,
ma solo il sangue secco delle sue vene.

La prima, come dice anche il titolo, è la storia di un amore incondizionato (cieco), un amore superiore, difficile da provare, ma che eleva chi lo prova ad un livello superiore, quasi ultraterreno. Quaesta canzone, infatti, racconta la storia di un uomo semplice che si innamora “perdutamente” di una donna che non lo amava “niente”.  Questa gioca con il suo amore, chiedendogli delle prove sempre più orribili che portano l’uomo al suicidio. Qui però l’amore si prende la rivincita sulla vanità della donna: infatti l’uomo muore con un sorriso grazie alla sua condizione sentimentale totalizzante che provava. La donna? la donna rimane sbalordita perchè, come dice faber: “…a lei niente era restato, non il suo amore, non il suo bene, ma solo il sangue secco delle sue vene.”

LA BALLATA DI MICHE’

Quando hanno aperto la cella
era già tardi perché
con una corda al collo
freddo pendeva Miché

tutte le volte che un gallo
sento cantar penserò
a quella notte in prigione
quando Miché s’impiccò

stanotte Miché
s’è impiccato a un chiodo perché
non voleva restare vent’anni in prigione
lontano da te

nel buio Miché se n’è andato sapendo che a te
non poteva mai dire che aveva ammazzato
soltanto per te

io so che Miché
ha voluto morire perché
ti restasse il ricordo del bene profondo
che aveva per te

vent’anni gli avevano dato
la corte decise così
perché un giorno aveva ammazzato
chi voleva rubargli Marì

l’avevan perciò condannato
vent’anni in prigione a marcir
però adesso che lui s’è impiccato
la porta gli devono aprir

se pure Miché
non ti ha scritto spiegando perché
se n’è andato dal mondo tu sai che l’ha fatto
soltanto per te

domani alle tre
nella fossa comune sarà
senza il prete e la messa perché d’un suicida
non hanno pietà

domani Miché
nella terra bagnata sarà
e qualcuno una croce col nome la data
su lui pianterà
e qualcuno una croce col nome e la data
su lui pianterà

La ballata di Michè, a differenza della prima canzone, tratta dell’amore di due persone che viene minato da un bruttissimo evento. Michè che ama sopra ogni cosa Marì, per difenderla finisce iper uccidere un uomo, ma non è tanto il rimorso per aver ucciso a tormentarlo, quanto il fatto di dover rimanere senza il suo amore per vent’anni.
L ‘epilogo è lo stesso: il suicidio del protagonista. In questo caso come prima la morte è una sorta di liberazione sia dalla situazione in cui si trovava (il carcere) sia dal dolore di dover stare lontano dalla donna amata.

Qualcuno dirà: <<ma hai lasciato una domanda senza risposta all’inizio>>.

Beh, si sarà capito che state leggendo le parole di  qualcuno che ci crede e non pensa che un sentimento come questo  potrà mai morire, soprattutto se ci saranno ancora molti che continueranno ad ascoltare e a credere fermamente in queste poesie.

Aspetto vostri commenti… mi raccomando  siate numerosi. ciao